Sai quelle mattine che ti ritrovi una musica in testa che non se ne va via nemmeno dopo il secondo caffè? A me capita spesso. È colpa della radiosveglia che manda canzoni proprio un attimo prima di svegliarmi.
Però certe volte è una canzone sepolta nella memoria da decenni. Stamattina mi risuonavano – ricantavano – due versi di un 45 giri che c’era in casa quando ero un bambino di pochi anni.
“E cerca cerca che ti trovo?
Incontrò la ballerina e di lei s’innamorò”
Mi torturava non ricordare il resto né il fatto che continuasse a cantarmi in testa. Ho deciso che dovevo ascoltarla tutta. Sì, ma come? Non avevo la minima idea di cosa cercare.
Provo a scrivere i versi che ricordo. Nessun risultato. Ricordo altro?


Ricordo il salotto della casa dove abitavamo, la posizione del giradischi, del divano grande e del televisore. Ricordo che a innamorarsi della ballerina era un robot. Era anche il motivo per cui mi piaceva la canzone. Sul lato B c’era una canzone che non mi piaceva, non la capivo, e aveva una parola strana. Qualcosa come “homo sapiens”. Me lo ricordo perché continuavo a pensarci quando studiavo archeologia. Ricordo anche una parola con la “d” che suonava come “durum” o qualcosa di simile. Forse non era il titolo. Infine, mi ricordo una voce solista e un coro: forse è un gruppo.
Se cerco genericamente una canzone con un robot che si innamora, mi esce “rock’n’roll robot” di Alberto Camerini. Ma non c’entra nulla.
Quella era la casa che ho lasciato letteralmente di corsa la sera del 23 novembre 1980. Il terremoto. Non ci sono tornato mai più.
Significa che ho ascoltato quel disco prima di quella data. So anche che ero in grado di leggere le scritte sull’etichetta del 45 giri. Io ho imparato a leggere prestissimo, a 4 anni. Avevo 4 anni nel 1978, dunque non poteva essere prima.
“E cerca cerca che ti trovooooo?
(coro: e cerca cerca che ti trovooooo?)
Incontrò la ballerina,
(musica)
e di lei s’innamorò…”
Devo cercare un 45 giri pubblicato tra il 1978 e il 1980, italiano, forse di un gruppo, forse con un titolo strano, forse con una parola straniera che forse è latino. Un sacco di informazioni, mi mancano.
Ho cercato i nomi dei gruppi italiani. Effettivamente ci sono gli “Homo sapiens” e poi ci sono i “Delirium“, che mi fanno suonare il campanello della memoria. Però la voce che mi canta nella memoria non assomiglia affatto a quella di Ivano Fossati. E nemmeno il gruppo di “Bella da morire” mi pare ci somigli granché. Comunque, guardo entrambe le discografie e non ci trovo nulla di utile. C’è il singolo “Ballerina” degli Homo Sapiens (1973), ma non è la ballerina che cerco io e YouTube me lo conferma.
“(ritmo da carnevale) E cerca cerca che ti trovooooo?
(coro: e cerca cerca che ti trovooooo)
Incontrò la ballerina, (stacchetto di tromba) e di lei s’innamorò…”
Provo a cercare i 45 giri degli anni 70 nel catalogo CGD, Ricordi, Fonit Cetra e… Durium! Questo nome me lo ricordo! Era sull’etichetta di qualcuno dei 45 giri che avevamo! Sarà lui? No. Nei titoli Durium non ho trovato nulla.

Mi sono messo anche a cercare sull’OPAC dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA), senza trovare alcun nuovo indizio. Se non recupero qualche altra parola o dettaglio dalla memoria, non ne esco. Pausa caffè.
“E cerca cerca che ti trovooooo?
(e cerca cerca che ti trovooooo)
Incontrò la ballerina,
e di lei s’innamorò…”
Durante la pausa mi concentro sulla voce che mi canta in testa. Cosa mi ricorda? Ho una sensazione familiare. È un modo di cantare calmo, rassicurante, elegante nella pronuncia, quasi senza sforzo. Mi ricorda Sergio Endrigo.
Sergio Endrigo.
Vuoi vedere che è lui?
Lavo la tazzina e cerco subito la sua discografia. Nel 1978 c’è un solo 45 giri. È lui: C’era una volta, anzi domani.
Aspetta… e la parola “forse in latino”? Sul lato B del disco: Homo Volans
Una curiosità, per finire.
Dopo aver trovato la canzone su YouTube, l’ho cercata anche sull’OPAC-ICBSA. Tra i risultati, oltre al 45 giri – etichetta Vanilla, distribuito da Fonit Cetra – esce anche una compilation 33 giri col titolo “Robots” in cui è inserita insieme a varie sigle dei cartoni animati e di serie TV di quegli anni (un sacco di robottoni giapponesi), pubblicata dall’etichetta Durium nel 1979 e firmata col nome “I Roofus” su cui non ho trovato alcuna informazione. Forse è un nome collettivo usato esclusivamente in questa occasione. Ne sapete di più?


