Come trasferire un sito WordPress

Metti che hai sviluppato il sito per un cliente sul tuo computer. Adesso il sito è pronto, con tutte le sue cose al posto giusto e con le configurazioni corrette. Però devi trasferirlo sul server remoto. Come fai?

Nota per i distratti: si tratta di una domanda retorica. Se sviluppare siti web è il tuo mestiere è ovvio che sai già come trasferire un sito web da un server all’altro.

In tempi meno sofisticati di oggi – per esempio, dieci-dodici anni fa – per spostare un sito dovevo installare una nuova istanza di WordPress, aggiungere il tema e i plugin, caricare i file personalizzati, le grafiche, i loghi, effettuare le modifiche ex novo e infine ripetere una per una le impostazioni del sito di sviluppo. Erano siti web piuttosto semplici e si poteva fare così.

L’alternativa era esportare il database in un file SQL, modificare manualmente l’indirizzo del sito nel codice e importarlo sul sito di destinazione sperando di non aver sbagliato nemmeno uno spazio o un apice.

Poi è arrivata l’epoca dei plugin per l’esportazione e l’importazione automatica dei contenuti. L’operazione resta sostanzialmente la stessa, ma fatta da uno script automatico. Però succedeva spesso che le immagini inserite negli articoli del blog non si trovassero più al loro posto. Ogni volta era necessario scorrere tutte le pagine per verificare ed eventualmente ripristinare i link rotti.

Spesso ho preferito sviluppare, parallelamente al sito di sviluppo, anche quello definitivo già sull’host di produzione.

Poche settimane fa, invece, ho provato per la prima volta il plugin All-in-One WP Migration. Per la prima volta, sono rimasto soddisfatto del risultato. È andata così.

Sul server di destinazione ho creato una installazione vergine di WordPress e ho impostato le configurazioni, il tema grafico e i plugin di base da cui parto per sviluppare i nuovi siti. Poi, con la cautela di chi prova una nuova mietitrebbia nel giardino di casa, ho aggiunto sul sito di origine e su quello di destinazione All-in-One-WP-Migration.
Dal primo ho lanciato l’esportazione e ho scaricato il file .zip che ne è risultato. Sul secondo ho avviato l’importazione e selezionato il file zip per il caricamento.
Appena caricato e validato il file, è apparso l’avviso di allerta (l’importazione di un sito cancella tutti i dati già presenti). Ho cliccato su “ok”.

Dopo pochi minuti, il sito di destinazione è diventato una esatta copia del sito di origine, perfettamente funzionante. Ho dovuto rifare l’accesso perché ovviamente l’utenza che ho utilizzato prima dell’importazione non esisteva più. C’erano solo le utenze del sito importato.

Il plugin ad oggi (è il 24 gennaio 2018) ha poco meno di un milione di installazioni attive e una valutazione media (circa quattromila valutazioni) di 4.8 su 5. Il ritmo con cui viene aggiornato il codice è molto frequente (1 giorno dall’ultimo update) ed il supporto sembra molto attivo.

L’uso di All-In-One WP Migration è gratuito per file di esportazione che abbiano dimensioni fino a 512 MB. Per file di dimensioni superiori, è necessario acquistare una licenza Premium, di costo contenuto (69$), che ha estensione illimitata e comprende l’assistenza Premium.

Con siti molto grandi, può essere scomodo attendere il tempo di upload dei file, specie se non si dispone di connessioni veloci. Si può ovviare acquistando uno degli add-on che ne permettono l’utilizzo con uno specifico servizio cloud. Sono disponibili moduli per Dropbox, Google Drive, Amazon S3, OneDrive, Box, Mega e un modulo di connessione FTP. Ciascun modulo viene venduto a parte con licenza illimitata (99$) e supporto Premium e permette di schedulare backup periodici su base oraria, giornaliera e settimanale. Informazioni più precise si possono trovare sul sito dello sviluppatore.

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