Post di Roberto Saviano

Cent’anni fa il corpo straziato e irriconoscibile (e per questo anonimo) di un ragazzo morto in guerra attraversava l’Italia per essere deposto nel tripudio di marmo dell’Altare della Patria.
Oggi, sentendoci distanti dal quel dramma, esiste il rischio concreto della celebrazione della guerra, della patria, del sacrificio di milioni di uomini costretti a uccidere e a essere uccisi, e che possono essere celebrati solo ricordando quale immenso crimine sia la guerra.
Prima guerra mondiale, un macello di carne umana figlio del nazionalismo, del patriottismo, che causò 37 milioni di perdite umane! La prima guerra fu il massacro dal quale consegue ogni disgrazia: i fascismi, i nazionalsocialismi e i bolscevismi, l’instabilità mediorientale e l’esplosione balcanica.
In poche righe come far entrare una tale tragedia? Ma se oggi, in una classe, dovessero chiedermi come far cenno in breve a questa giornata, mostrerei solo questa foto. Migliaia di reduci tornarono con i volti sfigurati, senza mascella, senza naso, senza più bocca, le schegge, il gas, con metà volto piagato dal fuoco; migliaia di soldati non avevano più gambe o braccia.
Molti di loro portarono a casa la dipendenza dalla morfina, moltissimi divennero alcolisti. E ancora: abissi psichiatrici, insonnia cronica, esplosioni d’ira. La Prima guerra mondiale distrusse il mondo irrimediabilmente.
Questo volto è la guerra. A sfigurarlo sono stati patriottismo, nazionalismi, confini da difendere o allargare. Ecco il solo risultato della guerra: il dolore, la morte, la vita sfigurata.
Questa foto è presente nel libro dell’anarchico tedesco Ernst Friedrich, “Guerra alla guerra” (1924). Fu il primo libro che raccontò il vero volto della guerra e le sue piaghe, cancellando eroismi, simboli, decorazioni e coccarde, lasciando solo la traccia della disperazione.



