
Si può essere grandi attori anche senza essere protagonisti, valorizzando parti cosiddette minori.
Che poi minori smettono di esserlo quando a distanza di decenni continui a ricordare chiaramente il Robertino di “Ricomincio da tre“, il Cazzaniga dei film di Luciano De Crescenzo o il Sergio di “Un sacco Bello“, tra gli altri.
Ad artisti di questo livello, bastano poche battute, solo un paio di scene, per dar vita a personaggi memorabili. Non è un caso che nella filmografia di Renato Scarpa appaiano opere e registi importanti.
Un ricordo di Roberto Saviano:
Qualche anno fa, al Piccolo di Milano, durante una pausa dalle prove di uno spettacolo, ero seduto al caffè del teatro. A un certo punto si avvicina un signore distinto, che in modo molto discreto fa per presentarsi. Alzo lo sguardo. Con quel cappotto è proprio il Dott. Cazzaniga che ho visto decine di volte in Così parlò Bellavista. Eppure esclamo spontaneamente “Robertino!“, ricordando il giovane che Troisi cercava di salvare.
Quanto mancherai Renato Scarpa, il Sergio di Un Sacco bello, il telegrafista de Il Postino, e poi tanto meraviglioso teatro. Attore di cesello, impegno, coraggio. Il teatro e il cinema perdono un artista vero. E che fossi di animo buono è un così raro valore che voglio celebrarlo, anche a costo di sembrare retorico.


