Al tempo dell’università, negli anni ’90, e anche in parte prima, al liceo, una cosa che aiutava la mia concentrazione era occupare le mani e gli occhi in disegni a penna sugli stessi fogli dove prendevo gli appunti.
Qualcuno l’ho conservato, altri escono fuori quando riordino vecchie carte. Per esempio, questo era su uno dei fogli di appunti che ho digitalizzato in questi giorni. È un buon modo per buttarli via e liberare spazio senza perdere nulla.
L’ho titolato “Gatto“.



