L’Accademia della Crusca pubblica una lettera inviata dalla Senatrice Elena Cattaneo alle università italiane.
Nella lettera viene annunciato un documento firmato da scienziati e studiosi russi che si oppongono alla guerra. Ne riporto di seguito il testo.
❝ Ad oggi oltre 600 scienziati e divulgatori scientifici russi hanno sottoscritto una dura lettera aperta contro la guerra di aggressione russa in Ucraina. La Federazione delle accademie scientifiche e umanistiche europee (ALLEA) rilancia l’appello degli studiosi russi e ha adottato una dichiarazione in cui auspica il rispetto delle convenzioni internazionali sulla protezione dei civili e dei beni culturali e esprime profonda preoccupazione per la sicurezza dei colleghi accademici ucraini (allea.org/support-for-ukraine/). Al riguardo si segnala l’invito dell’Accademia Nazionale dei Lincei alla solidarietà con le istituzioni accademiche ucraine, alla diffusione e promozione della dichiarazione dell’ALLEA e dell’appello degli studiosi russi (https://lincei.it/it/notizie/solidarieta-dellaccademia-dei-lincei-alle-istituzioni-accademiche-ucraine).
Fonti stampa riferiscono che in Russia, negli ultimi quattro giorni, oltre seimila persone sono state fermate per aver partecipato a proteste pacifiche contro la guerra. La sottoscrizione dell’appello da parte dei colleghi russi è gravida di potenziali conseguenze personali, oltre che professionali. La condivisione e diffusione delle ferme parole da loro scritte rappresenta un modo – ancorché limitato – di aiutare un dissenso importante che, facendosi forte anche dell’etica della scienza, si oppone a scelte violente e insensate.
Il testo originale in russo, pubblicato il 24 febbraio scorso, dell’appello degli studiosi trv-science.ru/2022/02/we-are-against-war (traducibile in diverse lingue tramite la bandierina in alto a destra).
Il testo tradotto in italiano http://cattaneoinsenato.it/appello-degli-studiosi-russi…/
Cordiali saluti,
Elena Cattaneo❞
Aggiungo qui sotto la traduzione dell’appello degli scienziati russi.
“Noi, studiosi, scienziati ed esponenti del giornalismo scientifico russi, esprimiamo una decisa protesta contro le azioni di guerra intraprese dalle forze armate del nostro paese contro i territori dell’Ucraina. Questo passo fatale comporta innumerevoli vite umane e mina le basi del sistema consolidato della sicurezza internazionale. La responsabilità dell’avere scatenato una nuova guerra in Europa è tutta della Russia.
Per questa guerra non ci sono giustificazioni. I tentativi di sfruttare la situazione del Donbass come occasione per aprire un teatro di guerra non sono per niente credibili. È del tutto evidente che l’Ucraina non rappresenta una minaccia per la sicurezza del nostro paese. La guerra contro di essa è ingiusta e manifestamente priva di senso.L’Ucraina è stata e continua ad essere un paese a noi vicino. Molti di noi hanno parenti, amici e colleghi che condividono le nostre ricerche scientifiche. I nostri padri, nonni e bisnonni hanno combattuto assieme contro il nazismo. L’atto di scatenare una guerra per le ambizioni geopolitiche del governo della Federazione Russa – mosso da dubbie fantasie storiche – rappresenta un cinico tradimento perpetrato alla loro memoria. Noi rispettiamo l’autonomia statale dell’Ucraina che si regge su valide istituzioni democratiche. Capiamo la scelta europea dei nostri vicini. Siamo convinti che tutti i problemi che riguardano i nostri due paesi possono essere risolti pacificamente.
Scatenando questa guerra la Russia si è autocondannata a un isolamento internazionale, allo status di paese-maledetto Questo significa che noi, studiosi e scienziati, non potremo più svolgere il nostro lavoro come abbiamo fatto finora in quanto la ricerca scientifica è impensabile senza la collaborazione con colleghi stranieri. L’isolamento della Russia dal mondo comporta un ulteriore degrado, culturale e tecnologico, del nostro paese e una totale mancanza di prospettive positive. La guerra con l’Ucraina è un salto nel buio.
Fa male riconoscere che il nostro paese, che ha portato un contributo fondamentale alla vittoria sul nazismo, è ora diventato la miccia di una nuova guerra nel continente europeo. Chiediamo l’immediata sospensione di tutte le azioni militari condotte contro l’Ucraina. Chiediamo il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dello stato ucraino. Chiediamo la pace per i nostri due paesi!”


