
Ho quel tipo di carattere che detesta i conflitti perché sono perdite di tempo tra il problema e la soluzione, però riconosco quando una reazione decisa, ai limiti della violenza, diventa utile. Se non altro per sfogare l’irritazione e migliorare l’umore.
Ieri mattina, poco dopo le 10, suona il telefono. Il numero è visibile, ma non lo conosco. Potrebbe esse un mio fornitore o un collega di lavoro di cui non ho ancora il numero. Rispondo.
Una voce maschile mi chiama per nome, sostiene di essere “il commerciale che ha in gestione il contratto dell’elettricità” e in modo fastidiosamente familiare dice che “è un po’ che non ci sentiamo” e vuole spiegarmi “le ultime offerte che“…
L’ho lasciato parlare senza interromperlo, un po’ incuriosito dalla sua faccia di bronzo: sta usando alcune informazioni personali per convincermi che quel che dice è vero. Mi sta mentendo deliberatamente per arrivare a truffarmi.
Conosce anche il mio vecchio indirizzo di residenza, dove non abito più da tre anni.
Quando ha parlato abbastanza, lo interrompo come una ghigliottina su un collo:
“Credi di parlare con uno stupido?”
Lui: “Come?”
E io: “tu sei un truffatore.”
“Non è il caso di parlare di truff…”
“Tu sei un truffatore. Ho il tuo numero. Non provare mai più a usare questo numero di telefono altrimenti passo direttamente alla denuncia”
“Addirittura denunc…”
Chiudo la telefonata.
Copio il suo numero di telefono.
Apro l’app “Auto Redial” e programmo 50 telefonate automatiche da 30 secondi al suo numero separate tra loro da 8 secondi, e appoggio il telefono accanto a un tablet che riproduce una conferenza in inglese sull’intelligenza artificiale.
Ha risposto (“pronto!… prontooo!“) alle prime telefonate, che gli venivano chiuse in faccia dopo pochi istanti, poi ha cercato di mettere giù per primo, infine ha smesso, lasciando rispondere la segreteria telefonica Iliad, che si è riempita presto di messaggi vocali senza senso non ha più potuto accettarne altri.
Dopo un trenta-quarante chiamate, deve essere riuscito a bloccare il mio numero, perché la segreteria interveniva prima di squillare. Primo obiettivo raggiunto.
Più tardi, con calma, ho compilato il modulo di denuncia online della telefonata indesiderata sul sito del garante per la protezione dei dati personali, specificando anche le informazioni che il truffatore ha mostrato di conoscere, evidentemente in modo illecito.
Tutto questo perché “ar cavaliere nero…”


