Caparezza, “Sendero”

Post di Cecilia Strada

Qualche mese fa è andata più o meno così.

Io: “Fratello, ma hai sentito questo pezzo peraltro bellissimo? La famiglia da tre giorni cerca di convincermi che Caparezza cita anche me. Ma ovviamente non sono io. È…boh, un archetipo? O qualcos’altro, ma ovviamente non sono io“.

Frankie hi-nrg mc: “Sorella, a me invece pare ovvio che sia tu. Ma tu sei così abituata a stare al servizio del ‘noi’ che a volte non vedi più ‘io’. Ora ragioniamoci un attimo” – segue un’ora di chiacchiere meravigliose. “Dovresti chiamarlo, comunque“.

Passano tre mesi in cui probabilmente faccio la parte della super cafona perché troppo timida e imbarazzata per dire grazie. Finché una mattina di quarantena, mentre spazziamo il ponte della ResQ People, racconto tutto alla nostra infermiera Marina: “Ma è una cosa bellissima! Non fare la sciocca. Scrivigli, ora“.

Io: “Michele, è un onore. Non so se lo merito, ma grazie“.

Il pezzo è questo e – a parte me – è veramente bello. E ora torniamo tutti a fare finta di niente ❤

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