
Recensione fotografica a caldo.
Mi piacerebbe che Fujifilm Italia sappia che la loro ridicola politica di assistenza ai clienti mi ha convinto a evitare come la peste, d’ora in poi, di acquistare fotocamere di questo produttore.
Ho – anzi, avevo – una splendida X100T (nella foto). Una fotocamera mirrorless dalle prestazioni eccellenti, paragonabili a quelle delle mie migliori reflex, ma decisamente più piccola e discreta, nonché silenziosa e leggera.
Esteticamente è molto bella, ha un sensore APS-C e una lente 23mm f 2.0: così realizzata, è (era) assolutamente perfetta per fare fotografie di strada.
L’ho acquistata nuova all’inizio del 2017 per una cifra intorno ai 1200€ e l’ho utilizzata con molto piacere e ottimi risultati fino alla fine del 2019. Diciamo quasi tre anni.
A quel punto aveva cominciato da qualche tempo a mostrare un piccolo difetto. All’inizio sporadicamente, poi sempre più spesso. Ogni tanto non si accendeva al primo tentativo e dovevo rispegnerla e riprovare. Non ci ho badato, proprio perché non era un problema sistematico: sembrava un falso contatto della batteria.
Poi è arrivata la pandemia e per un paio d’anni non l’ho ripresa in mano. L’anno scorso l’ho presa per una uscita e mi sono accorto che il problema è diventato sistematico: per accenderla devo prima staccare la batteria, tutte le volte. Anche quando va in stand-by, non riparte se la batteria resta collegata. È l’unico difetto. Una volta accesa, funziona senza alcun problema.
Alla fine di giugno mi sono preso del tempo per effettuare una serie di test sull’anomalia e poterla descrivere in dettaglio. Poi ho contattato il servizio clienti di Fujifilm Italia per inviare la X100T in riparazione. Presi gli accordi necessari, pochi giorni dopo spedisco il pacco e il 7 luglio mi avvisano della avvenuta ricezione. Fin qui, tutto bene.
Stamattina, dopo quasi un mese di attesa senza notizie, ho contattato io il laboratorio per chiederne e mi dicono che rispediranno indietro la fotocamera come “non riparabile” in quanto i pezzi di ricambio non sono più disponibili.
E questa cosa è inaccettabile sotto ogni punto di vista. Parliamo di una fotocamera pagata oltre mille euro, che dopo soli 6 anni diventa una carcassa inutile perché il produttore – uno dei massimi produttori di fotocamere al mondo – non ha i ricambi. Nemmeno fosse una sottomarca economica gestita da cialtroni dilettanti.

Giusto per avere un termine di confronto, la mia prima Nikon era una D90, un modello del 2008, acquistata nel 2010, quando stava già uscendo di produzione e non solo posso continuare a usarla senza problemi oggi, dopo 13 anni, ma se dovessi aver bisogno di una riparazione, so che Nikon Italia è in grado di ripararla e i pezzi di ricambio sono in grado di trovarli anche da solo.
Non solo Nikon. Conosco chi ha inviato tranquillamente in riparazione la sua digitale Canon vecchia di oltre dieci anni, e dopo ha continuato a utilizzarla senza problemi a distanza di anni.
Quindi, per quale accidenti di motivo dovrei trovare una buona idea acquistare altri prodotti Fujifilm Italia? Sarebbe come buttare soldi nella spazzatura. Preferisco scegliere marchi di qualità, affidabili e professionali. Ed è quel che consiglio a chi legge.
Mi piace la Nikon Zfc, per esempio.
Probabilmente sarà la mia prossima fotocamera leggera da affiancare alla reflex.



