Roberto Bracco, l’irriducibile antifascista

Oggi è il 25 aprile, il giorno della Liberazione degli italiani dalla dittatura fascista.

Roberto Bracco nel 1900
Roberto Bracco nel 1900

Il “re napoletano del teatro italiano”, ha combattuto per tutta la vita un lungo, estenuante duello contro il fascismo. Subirà l’ostracismo totale del regime pagando con la censura, l’isolamento e la “morte artistica” l’opposizione al «tribuno di Predappio». Un percorso esemplare e istruttivo, che obbliga a riandare al mancato esame del Ventennio da parte degli italiani.

Lo storico Francesco Soverina ha dedicato al grande drammaturgo un lungo, dettagliato e documentato articolo pubblicato sul periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia “Patria Indipendente”, descrivendo la sua ferma e inflessibile opposizione al fascismo, nonostante le persecuzioni e la censura violenta nei suoi confronti.

Ricordo l’ottimo saggio di Soverina Il “caso Bracco”. Una ferita non sanata, dedicato a quel Premio Nobel per la letteratura che non fu assegnato all’autore napoletano a causa della opposizione da parte del governo fascista.

copertina del libro "Il caso Bracco" di Francesco Soverina

Roberto Bracco è uno scrittore del tutto dimenticato. Trascurato dai libri di scuola e dalle librerie oggi sembra non essere mai esistito. Eppure a inizio Novecento è stato vivo interprete del suo tempo, acclamato in tutto il mondo, capace di imbarazzare con la sua penna critici del calibro di Benedetto Croce. Con Pirandello si fece interprete del nuovo teatro italiano e propose, attraverso un’incessante sperimentazione, tecniche che anticipavano di qualche anno quello che in Francia si sarebbe affermato come «teatro del silenzio».

Un intellettuale che avrebbe lasciato un segno nella storia se non fosse stato per le umiliazioni a cui lo sottopose il fascismo. Morto in povertà e privato della possibilità di ricevere il premio Nobel, oggi Roberto Bracco è oggetto di studi che lo pongono al centro di un vero e proprio caso culturale, volto non a riscoprire l’opera ma a riqualificare un intellettuale il cui peso ci è ingiustamente negato dalla storia.

Francesco Soverina storico del direttivo dell’Istituto Campano per la storia della Resistenza, è autore di numerose pubblicazioni, tra cui Il cittadino della società globale; La difficile memoria. La Resistenza nel Mezzogiorno e le Quattro Giornate di Napoli; L’autunno del fascismo a Napoli; “L’autodistruzione dell’Europa”. Gli intellettuali e la mobilitazione degli animi; Ha inoltre curato Olocausto/Olocausti. Lo sterminio e la memoria; 1943. Mediterraneo e Mezzogiorno d’Italia; Leggere il tempo negli spazi. Napoli, Campania, Mediterraneo nella prima guerra mondiale.

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